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SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
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"Una riflessione a seguito dei recenti casi di meningite in Italia"
Documento della Società Italiana di Farmacologia (SIF)
e della Società Italiana di Chemioterapia (SIC)


 

Una riflessione a seguito dei recenti casi di meningite in Italia
(Dicembre 2007)

I recenti casi di meningite ripropongono ancora una volta il problema delle malattie prevenibili con vaccini. Da più parti si invoca l’obbligatorietà della vaccinazione anti menigococcica che, tuttavia, non risolverebbe completamente il problema.
Anche se in Italia il programma di copertura delle vaccinazioni “obbligatorie” ha dato risultati eccellenti, l’evoluzione epidemiologica delle classiche malattie e l’introduzione di nuovi vaccini mette in evidenza numerosi problemi dell’attuale sistema vaccinale.
Agli inizi, la possibilità di prevenire malattie temibili come il tetano o la poliomielite era particolarmente attraente e l’utilizzo della vaccinazione veniva discusso per lo più per segnalare la necessita di un’offerta sempre più capillare ed aperta a tutti gli strati sociali, con l’obiettivo di assicurare un “diritto alla salute” a tutti i bambini italiani. Tale obiettivo è stato alla base dell’introduzione dell’obbligo vaccinale su tutto il territorio nazionale. Lo strumento legislativo ha imposto, ma ha anche garantito, l’accesso alla prevenzione vaccinale gratuita ad ogni bambino nato in Italia.
Il successo ottenuto dai programmi di vaccinazione estesa contro poliomielite, tetano, difterite è testimoniato dall’azzeramento del numero di casi nelle coorti di nascita che hanno fruito del programma esteso di vaccinazione obbligatoria.
Tra gli obiettivi dell’attuale Piano Nazionale Vaccini (PNV) è previsto il superamento dell’obbligo vaccinale. L’obiettivo è condivisibile ma potrà risultare pericoloso se non sostituito con un programma ben strutturato.
Siamo ad un passo dal conseguimento di traguardi di importanza mondiale, quale l’eradicazione della poliomielite, ma siamo anche in un momento in cui è cruciale recuperare le motivazioni delle politiche vaccinali, che non possono essere certo condotte in modo soddisfacente solo mediante lo strumento normativo. Infatti, la riduzione dei casi di malattia (dovuta alla vaccinazione) ha attenuato la percezione del rischio di malattia nella popolazione e qualche volta anche negli stessi operatori sanitari. In tal modo si attenuano le motivazioni di completa accettazione dell’offerta vaccinale: paradossalmente i rari eventi avversi conseguenti alle vaccinazioni, oscurano il grande beneficio che esse danno alla popolazione. A questo si aggiunga che per le vaccinazioni dell’adulto non esiste, praticamente, un sistema consolidato di erogazione vaccinale (ad esempio, la vaccinazione antitetanica che ha una ottima copertura nel bambino, nell’adulto ha una copertura veramente scarsa!).

Prof. Achille P Caputi
Presidente della Società Italiana di Farmacologia

Prof. Francesco Scaglione
Presidente della Società Italiana di Chemioterapia