Welcome to the Italian Society of Pharmacology

SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
CLUB "PONTIGNANE e PONTIGNANI"

Pagina dedicata a tutti i partecipanti del
Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia ed affini



Certosa di Pontignano, Siena


COMMENTI E RICORDI
Parte seconda: L - Z


Parte prima: A - I


Linetti Anna (Università di Milano)
Luciani Sisto (Università di Padova)
Maiuri Maria Chiara (Università di Napoli)
Malinverno Matteo (Università di Milano)
Malorgio Francesca (Università di Padova)
Mazza Roberta (Università di Ferrara)
Mazza Roberta (Università di Ferrara)
Merlicco Adriana (Università di Bologna)
Migliardi Gaetana (Università di Perugia)
Mitidieri Emma (Università di Napoli)
Molteni Roberta (Università di Varese)
Moltrasio Danilo (Gentium S.p.A. )
Montagnani Monica (Università di Bari)
Nassi Alberto (Università di Padova)
Orlotti Donatella (Seconda Università di Napoli)
Oteri Alessandro (Università di Messina)
Pasini Matteo (Università di Milano)
Patrignani Paola (Università di Chieti)
Pegoraro Paola (Università di Padova)
Pendin Diana (Università di Padova)
Piccinni Carla (Università di Bologna)
Raschi Emanuel (Università di Padova)
Rodolico Gabriella (Università di Napoli)
Ruggieri Valentina (Università di Modena e Reggio)
Ruggieri Valentina (Università di Padova)
Russo Alessandra (Università di Messina)
Schiavone Stefania (Università di Roma "La Sapienza")
Siniscalco Dario (Università di Napoli)
Soffia Silvia (Università di Padova)
Sorato Elisa (Università di Padova)
Spagnuolo Paola (Università della Calabria)
Tosetto Jessica (Università di Padova)
Tramentozzi Elena (Università di Padova)
Trifirò Gianluca (Università di Messina)
Turrini Eleonora (Università di Bologna)
Valensisi Cristina (Università di Modena e Reggio)
Valnegri Pamela (Università di Milano)
Valsecchi Anna Elisa (Università di Milano)
Vasina Valentina (Università di Bologna)
Velardi Enrico (Università di Perugia)
Vitalone Annabella (Università di Roma La Sapienza)
Zanarella Erika (Università di Padova)
Zani Diletta
(Università di Milano)
Zoppellaro Chiara
(Università di Padova)
Zotti Margherita (Università di Foggia)


Anna Linetti
Sono tornata a Pontignano per il secondo anno e confermo anche quest'anno la mia opinione: venire a Pontignano rimane un'esperienza molto positiva, formativa e utile. Come iscritta al terzo anno di dottorato, ho avuto la possibilità di esporre il mio lavoro di ricerca in un tempo appropriato e questa è decisamente un' opportunità importante, dal momento che per un dottorando sono solitamente poche le occasioni di parlare di fronte ad un pubblico abbastanza eterogeneo per interessi scientifici. Inoltre, nonostante il mio lavoro rientrasse nelle cosidette “Scienze Affini", in quanto non strettamente farmacologico, quanto decisamente più legato all'ambito delle neuroscienze, ho avuto modo di discutere con potenziali collaboratori e di confrontarmi con i dottorandi presenti al Congresso. Inoltre, ho apprezzato molto l'idea di far esporre i dottorandi del secondo anno, perchè questo ha permesso di coinvolgere in prima persona tutti i partecipanti e ha reso più immediata e incisiva la sessione poster. Essendo stata selezionata per essere moderatrice di una di queste sessioni volevo anche dare un'opinione su questa iniziativa: molto positiva! È, infatti, molto utile iniziare a provare a rivestire questo ruolo. Infine, il contesto del congresso, la Certosa di Pontignano, è come sempre incantevole e, nonostante l'alloggio nel vicino agriturismo avrebbe potuto creare scomodità, il servizio navetta ha sopperito con disponibilità alla mancanza di trasporti pubblici.

Il parere dei docenti: prof. Sisto Luciani (Università di Padova)
Sono un assiduo frequentatore dei Seminari di Pontignano che ogni anno offrono a dottorandi e docenti un’eccellente occasione di presentare i risultati delle loro ricerche nell’ambiente gradevole e austero della Certosa, dove, in un clima sereno e impegnato, si confrontano esperienze ed osservazioni realizzate nei laboratori di farmacologia del nostro paese. Devo dire che nel complesso sono entusiasta della mia partecipazione ai seminari che risale all’inizio di questo secolo (2001).
Tuttavia, poichè mi viene richiesto di esprimere un parere motivato, cercherò di superare questo mio pregiudizio positivo e di analizzare pregi e difetti di questo evento annuale. Tra i pregi va citato in primo luogo l’impegno intelligente e la dedizione di Giampietro Sgaragli e dei suoi collaboratori che ogni anno sostengono l’onere della organizzazione, cercando costantemente di migliorare da ogni punto di vista la riuscita dell’incontro. Un altro pregio, a mio parere, è rappresentato dalla opportunità che viene offerta, anche al di fuori del programma ufficiale, di incontro e di scambio di idee tra i docenti e gli allievi dei vari laboratori. La discussione e lo scambio di informazioni, anche di carattere tecnico, tra i gruppi di ricerca, meglio se stimolata dai coordinatori, rappresenta uno degli aspetti più interessanti e peculiari di questi incontri. È molto raro che questo tipo di scambio di idee avvenga nei tradizionali congressi o meetings. Per venire agli aspetti critici e ai suggerimenti, vorrei citare la partecipazione dei dottorandi alla discussione delle comunicazioni e dei poster. Nonostante gli sforzi degli organizzatori di mettere insieme argomenti affini nelle varie sessioni e il lodevole impegno dei chairmen nello stimolare la discussione, la partecipazione dei dottorandi è praticamente nulla. Quali possono essere i suggerimenti per risolvere questo problema? Non è facile: un premio per le migliori domande? Oppure l’invito ai dottorandi a concludere così la loro presentazione: colleghi fatemi una domanda, ho pronta un’ottima risposta! Per concludere suggerisco di continuare con la interessante iniziativa inaugurata nell’ultimo seminario (2008) di invitare un ricercatore che ha raggiunto la maturità della sua vicenda scientifica ed umana, ad illustrare le principali tappe ed i risultati della sua ricerca, e alcuni giovani ricercatori a presentare motivazioni e difficoltà del percorso accidentato ed entusiasmante della ricerca. Lunga vita ai Seminari di Pontignano.

La dottoressa Maria Chiara Maiuri di Napoli, che ha partecipato al II Seminario Nazionale (27-30 settembre 2003), ci ha scritto: "La Certosa di Pontignano! Quell'anno, Carmen, Raffaele, Valentina ed io fummo alloggiati in un appartamentino con balconcino e giardino privato, al centro del secondo cortile. Ho ancora la foto di noi tre ragazze al balcone in posa “dolce stil novo”! Eravamo entusiasti, peccato per la perdita d'acqua dal frigo della cucina... La mattina successiva, Raffaele si alza per primo e non c’è la corrente! L’aveva detto la sera prima “attenzione alla lampada e all’acqua che esce dal frigo!” Mortificati telefoniamo alla reception e scopriamo che in tutta la Certosa non c’è corrente... mortificatissimi per aver causato un corto circuito da manuale usciamo per “costituirci” e scopriamo che in tutta Italia non c’è la corrente! Fortunatamente, non l’acqua del nostro frigo bensì un dispettoso pino, caduto tra l’Italia e la Svizzera, era la causa del peggior black out degli ultimi dieci anni!!! Il segno del destino: la mia comunicazione orale sarebbe saltata! Certo come segnale avrei preferito non costringere tutti a fare la doccia gelata.. ma al destino, si sa, non si può chiedere spiegazioni! Ed invece, la Certosa era dotata di un generatore di emergenza, quindi le presentazioni orali erano confermate. Fato imprevedibile, e per di più pioveva e faceva freddo! E quindi, per concludere in crescendo, essendo la sala delle comunicazioni l’unico ambiente illuminato, tutti i partecipanti erano lì riuniti in cerca di luce e calore... I relatori di quella domenica mattina, me compresa, furono gratificati da molto interesse e tantissime domande...... In breve, un'esperienza indimenticabile! Unico rimpianto: troppo breve! Sono molto affezionata alla mia partecipazione al seminario di Pontignano, è stato per me un primo vero momento di confronto in una atmosfera molto più intensa dei normali congressi. Gli spunti, i commenti, le discussioni e le riflessioni raccolte in quei giorni mi hanno accompagnato ed aiutato durante la fase finale del mio dottorato. Il mio ringraziamento è rivolto a coloro che ogni anno si adoperano per l’eccellente organizzazione del seminario ed a tutti quelli che partecipano con entusiasmo. Inoltre, vorrei congratularmi con chi ha pensato ed organizzato i pontignani/e, sono felice di essere una di loro!"

Matteo Malinverno (Dip. Scienze Farmacologiche, Università di Milano)
Ho partecipato al congresso per dottorandi per in farmacologia e scienze affini per la prima volta quest’anno e devo innanzitutto esprimere il mio apprezzamento per la bellissima location scelta. Ritengo che il congresso sia una importante opportunità per tutti i dottorandi poiché viene data loro la possibilità, altrimenti rara, di presentare il proprio lavoro ad una platea di scienziati sia del proprio livello, sia di grande esperienza, di poter confrontare opinioni e ricevere, ma anche esprimere, consigli o critiche.
La sezione delle presentazioni orali dei dottorandi del terzo anno è stata ben organizzata dando ai relatori un tempo adeguato solitamente seguito da ampie discussioni. Per quanto riguarda la sezione dedicata ai dottorandi più giovani, ritengo sia abbastanza inutile portare un poster che non viene nella maggior parte dei casi guardato, dal momento che ogni lavoro viene esposto oralmente. Si potrebbero esporre tutti i poster insieme per l’intera durata del meeting lungo il porticato, per dare la possibilità a tutti i partecipanti, magari nei momenti di pausa, di poterli osservare. Infine penso sarebbe utile invitare i professori presenti come moderatori a tenere un seminario sul proprio lavoro.

Francesca Malorgio, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia, Università degli Studi di Padova
Sono iscritta al primo anno della scuola di dottorato in Scienze Farmacologiche, pertanto per me si è trattato della prima esperienza al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini. Ritengo sia stata un’esperienza costruttiva, un momento di incontro con colleghi provenienti da diversi atenei d’Italia per aver modo di aggiornarsi sulle diverse linee di ricerca. Ho trovato positiva l’opportunità di confrontarsi e di seguire con attenta curiosità i lavori presentati più erano vicini alla mia tematica, per poter coltivare nuove idee e magari innovativi progetti. Penso che i giorni trascorsi a Pontignano abbiano rappresentato anche un modo per avviare delle collaborazioni tra diversi laboratori; sono contenta di questa iniziativa, perché permette di incontrare personalmente docenti e collaboratori, facilitando i rapporti interpersonali sempre preferiti a quelli via posta elettronica. Per concludere trovo positivo il fatto di aiutare i partecipanti contribuendo in parte alle spese per il seminario.

Roberta Mazza, Dottorando, 3° anno, Dip. Medicina Clinica e Sperimentale Sez. di Farmacologia, Università di Ferrara
Sono una dottoranda all’ultimo anno dell’Università degli Studi di Ferrara; ho partecipato per la prima volta al seminario di Pontignano durante il mio primo anno, esperienza che è risultata molto utile e formativa, motivo per il quale ho deciso di ripeterla al termine del mio percorso di dottorato.
La possibilità di esporre il lavoro svolto ad un gruppo qualificato di studenti di diverse scuole di dottorato mi ha permesso di effettuarne una valutazione critica, valorizzandone gli aspetti positivi e mettendo in luce quanto invece sia ancora possibile migliorare ed approfondire. Il seminario di quest’anno ha assunto per me anche una ulteriore valenza; infatti, mi ha consentito di sottoporre una parte del lavoro che inserirò nella tesi finale alla valutazione di docenti e ricercatori, non solo esperti e qualificati, ma anche estremamente disponibili alla discussione, permettendomi quindi di approcciarmi alla stesura della tesi di dottorato con meno dubbi e più entusiasmo. L’utilità di questo seminario è stata, inoltre, quella di avermi consentito di mantenere ed ampliare i contatti instaurati nella precedente esperienza, importanti sia da un punto di vista umano che professionale.
Non posso quindi concludere questo breve, ma sentito, commento senza un ringraziamento a quanti si impegnano affinchè il Seminario di Pontignano possa continuare a svolgersi puntualmente ogni anno, sottolineando che il loro impegno è per noi dottorandi un momento di formazione e crescita insostituibile.

Adriana Merlicco, Dottoranda in Farmacologia e Tossicologia – Università di Bologna
Sono trascorsi tre anni di dottorato e, per quanto riguarda la mia esperienza personale, tre grandi opportunità di partecipare al Seminario di Pontignano. Ancora ricordo con quanto entusiasmo il gruppo di Bologna si preparava all’evento. Già, perché per noi dottorandi il Seminario in Farmacologia e Scienze Affini rappresenta un vero e proprio evento. Forse è l’unica realtà dove i dottorandi possono considerarsi protagonisti e avere la possibilità di mettersi alla prova, pur consapevoli di essere giudicati, e pronti ad accogliere qualsiasi suggerimento utile. Sicuramente il tutto è organizzato alla perfezione, sia dalla scelta del luogo (la Certosa lascia sempre il suo spazio alla riflessione e isola, nel nostro caso, il mondo della scienza da qualsiasi interferenza esterna) sia dal rispetto della tabella di marcia, sempre attenta e puntuale, ricca di argomentazioni ad elevato contenuto. Ne approfitto per ringraziare tutti coloro che attivamente hanno reso possibile la realizzazione del Seminario. Sono certa che mi resterà un bel ricordo.

Gaetana Migliardi, dottoranda in Biotecnologie e Farmacologia Clinica dell’Università di Perugia
Mi chiamo Gaetana Migliardi, sono una dottoranda in Biotecnologie e Farmacologia Clinica dell’Università di Perugia e svolgo la mia attività di ricerca presso l’Università di Messina.
Sono stata per la prima volta a Pontignano ed è stata per me un’esperienza formativa di particolare importanza che mi ha permesso di confrontarmi con dottorandi e docenti provenienti da realtà differenti da quella in cui quotidianamente svolgo la mia ricerca.
È stata un’opportunità per poter presentare il lavoro di cui mi occupo ed è stato gratificante aver suscitato l’interesse nei partecipanti che, con le loro domande, mi hanno consentito di andare oltre i dati riportati nel poster che riassumeva in poche righe l’intero anno di lavoro.
Perchè dietro quelle presentazioni, poster o comunicazioni orali, si nasconde l’impegno, il desiderio di portare avanti con orgoglio e ambizione un progetto in cui ognuno di noi crede.
Avere la possibilità di trasmettere tutto questo ad un pubblico che svolge attività di ricerca differenti, ma che condivide lo stesso obiettivo, è senz’altro uno stimolo per continuare a coltivare i propri interessi e la propria passione per la ricerca.
L’unica nota riguarda il poco spazio che è stato riservato alla ricerca clinica che in questa occasione è sembrata messa ai margini della medicina di base, mentre credo che da una equilibrata integrazione delle due si possano raggiungere dei traguardi e aprire nuovi orizzonti verso l’obiettivo che ogni ricercatore pone come fine ultimo del proprio impegno: una migliore qualità di vita.
Infine un ringraziamento va ai docenti, ai colleghi e agli organizzatori tutti, con cui ho avuto il piacere di condividere questa esperienza.

Emma Mitidieri, dottoranda di Farmacologia della Facoltà di Farmacia di Napoli.
È il secondo anno che partecipo al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini, una grande opportunità di crescita per noi ragazzi. La presentazione orale dei poster o delle comunicazioni è secondo me un ottimo allenamento, per noi ragazzi inesperti, ad esporre in pubblico i risultati dei nostri lavori. È molto interessante, inoltre, ascoltare le esperienze di altri colleghi e magari trovare interessi scientifici comuni, e perchè no, magari chiedere anche un consiglio... Quest'anno ho trovato molto interessante gli incontri serali. È stato bello e di conforto ascoltare le parole del Prof. Di Rosa, un uomo che ha dedicato una vita alla scienza, ed ho trovato interessante e pratica la panel discussion che ci ha mostrato i vari aspetti della scienza. Questo per quanto riguarda l'aspetto scientifico del Seminario; non va però sottovalutato l'aspetto "sociale". Infatti, questa è un'occasione per stringere nuove amicizie e per rivedere i ragazzi che ho conosciuto l'anno scorso!

Dott.ssa Roberta Molteni DBSF - Università degli Studi dell’Insubria
Sono una dottoranda in Farmacologia Clinica e Sperimentale dell’Università dell’Insubria con sede a Busto Arsizio (VA). È appena iniziato per me il terzo anno di dottorato e quest’anno, primo anno in cui ho partecipato al seminario dei dottorandi, ho tenuto la mia relazione sui dati ottenuti nel secondo anno di lavoro (presentazione di 10 min e poster). Per me è stata una bellissima esperienza, un po’ per il posto meraviglioso, ma soprattutto perché ho potuto confrontarmi con quei ragazzi che come me hanno intrapreso il cammino del dottorato di ricerca. Sono tornata nel mio lab più motivata e con tanta voglia di dare il meglio: ogni tanto, un sano confronto e il potersi mettere in gioco contano tantissimo per migliorarsi!
Inutile dire che ero agitatissima all’idea di dover presentare i dati in una comunicazione orale, se pur breve e tra amici, anche se tutto è andato per il meglio (anche le tanto temute domande!!!). Spero di aver la possibilità di tornare al prossimo incontro con nuovi dati e ritrovare gli amici conosciuti in quei giorni a Siena.

Dott. Danilo Moltrasio, Chemical R&D della Gentium S.p.A, che ha partecipato all'XI Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e affini" alla Certosa di Pontignano, ha fatto pervenire alla nostra Società la lettera che di seguito integralmente riportiamo.
"Spettabile SIF, la scorsa settimana, dal 24 al 27 settembre, ho potuto assistere a diverse presentazioni orali e poster nel corso del « XI Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e affini ». Ho apprezzato molto favorevolmente l’iniziativa che consente ai dottorandi di trovare annualmente un punto di incontro in cui confrontarsi e mettere in discussione l’esito del proprio contributo alla ricerca in un campo come quello farmacologico, svolto con competenza e rigore scientifico molto apprezzabili. Ho trovato poi veramente opportuna la locazione dell’incontro nella Certosa di Pontignano, favorevole a un clima di intensa attività e partecipazione. Ringrazio infinitamente la organizzazione che mi ha consentito di incontrare i dottorandi e tutti coloro che mi hanno contattato dimostrando il loro interesse a collaborare con la società Gentium SpA".

Dott.ssa Monica Montagnani, Dip. Farm. e Fisiol. Umana, Università degli Studi di Bari: il Seminario dei Dottorandi, visto dai Docenti.
Leggendo le impressioni sul Seminario dei Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini che nel corso di questi anni sono state inviate dai partecipanti e, soprattutto, avendo personalmente preso parte al Seminario in veste di docente, non posso che condividere l’apprezzamento e l’entusiasmo dei ragazzi che hanno vissuto questa esperienza.
Il Seminario dei Dottorandi rappresenta un momento importante di crescita, di confronto e di stimolo per chiunque vi partecipi. I Dottorandi dei primi anni si danno appuntamento all’evento successivo ed attendono il momento in cui saranno protagonisti della sessione di comunicazioni orali. Quelli che arrivano alla esperienza del Seminario in prossimità della conclusione del proprio ciclo di Dottorato rimpiangono di non aver avuto l’occasione di sperimentare questa esperienza negli anni precedenti. I docenti che vi prendono parte (parlo per me, ma sono certa di interpretare il pensiero di colleghi più illustri) condividono e rivivono le ansie, la determinazione, le incertezze e l’appagamento dei Dottorandi, si incontrano e confrontano con i colleghi, imparano e si divertono.
La qualità scientifica dei progetti presentati e l’intensità emotiva della partecipazione per i giovani che si sono avvicendati alla Certosa di Pontignano rappresentano due ragioni sostanziali per augurare a tutti, discenti e docenti, di vivere personalmente questa esperienza. Nel corso degli anni la manifestazione ha visto una partecipazione sempre più nutrita, si è arricchita di contributi importanti, ed ha previsto tavole rotonde ed incontri finalizzati a far conoscere possibilità e strategie per valorizzare ed indirizzare nel mondo della ricerca intra/extrauniversitaria le competenze acquisite dai Dottorandi.
Il Seminario dei Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini è, da sempre, il Seminario della Certosa di Pontignano. Sicuramente contribuisce al successo della manifestazione il luogo che la ospita e la capacità organizzativa di chi la sostiene. Al di là del fascino struggente del posto, la grande disponibilità dei responsabili locali, l’ambiente raccolto e la struttura isolata semplificano lo scambio e la condivisione delle esperienze tra Dottorandi, allentano le tensioni di un congresso “ufficiale”, facilitano il contatto tra Dottorandi e docenti.
Tuttavia, proprio la aristocratica bellezza di Pontignano e la sua esclusività ne rappresentano il lato fragile. Alla Certosa di Pontignano non si arriva per caso, bisogna volerci andare, e spesso il viaggio è lungo e faticoso. Per molti ragazzi (e per molti dei loro docenti!), sebbene la partecipazione ripaghi ampiamente le aspettative ed i sacrifici, il costo del Congresso è quasi proibitivo.
La Società Italiana di Farmacologia, avvertendo l’importanza di questo evento e la quasi assoluta indissolubilità con il luogo in cui è nato, ha instancabilmente cercato incentivi e co-partecipazioni per limitare l’entità delle quote di iscrizione che, sebbene complessive di vitto e alloggio, vengono pur sempre ad aggiungersi alle spese di trasporto dei Dottorandi. Il timore è che, proprio per i costi di gestione della struttura troppo elevati, i Dottorandi degli anni a venire possano rischiare di non partecipare all’incontro annuale a Pontignano.
Nonostante il dispiacere connesso ad una simile eventualità, è necessario considerare ancora più grave l’evenienza che, insieme a Pontignano, si perda anche l’occasione del Seminario stesso. È quindi in quest’ottica che bisognerebbe sin d’ora cercare alternative, mettere in atto nuove strategie, pensare a soluzioni che garantiscano a tutti i Dottorandi l’occasione di un incontro “speciale”, riservato, esclusivo e gratificante. Mi è venuto in mente che un gruppo di studenti della Facoltà di Medicina di Oporto, tre anni fa, è stato in grado di organizzare un congresso europeo aperto ad altri studenti e garantendo la partecipazione di speakers internazionali. Il congresso si chiama YES (Young European Students) Meeting, ed è stato riproposto l’anno scorso da un collettivo formato da solo due dei primi organizzatori (che nel frattempo si sono laureati) e quattro nuovi studenti dell’ultimo anno di Medicina. Hanno fatto tutto da soli: dalla lettera di invito, alla prenotazione dell’area del congresso, alla gestione delle sessioni, alla organizzazione della gita notturna ad Oporto… è stata una esperienza indimenticabile, che mi ha insegnato quanto sia importante la determinazione di pochi e quanto contagiosa ed inarrestabile l’energia dei giovani che vogliono fare e dimostrano di saper fare. Ma la cosa ancora più strabiliante è stato conoscere altri ragazzi, partecipanti al Congresso venuti dall’Olanda, che si sono proposti per organizzare lo stesso incontro nell’anno a venire ad Amsterdam… un Congresso Europeo vero e proprio, che nasce per l’entusiasmo di un gruppo di pochi e acquista respiro internazionale nel giro di pochissimo tempo… Forse si potrebbe provare a proporre una soluzione del genere (su scala più piccola) per il Seminario dei Dottorandi, se le spese per Pontignano diventeranno improponibili: variare annualmente la sede dell’incontro e lasciare che Pontignano acquisti ogni anno una nuova identità…

Alberto Nassi, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell'Università di Padova
Per quanto riuarda la mia seconda esperienza al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini, tenutosi alla Certosa di Pontignano, il giudizio non può che essere di piena soddisfazione. Infatti, sia il luogo che il trattamento di vitto e alloggio ricevuti sono stati di primo ordine. Inoltre, tutto ciò ha fatto da cornice ai momenti di scambio culturale fra noi dottorandi e con docenti di altre realtà universitarie, che ritengo utilissimi per trovare nuove idee e nuovi stimoli al lavoro personale di tutti i giorni. I lavori proposti mi sono sembrati tutti molto interessanti, anche se, a dire la verità, ho visto una preponderanza verso argomenti di neuroscienze che, forse, rubano un po' troppo spazio alla farmacologia vera e propria (metabolismo, antitumori...). Altra cosa che forse sarebbe da aggiustare è il tempo di esposizione dei posters. Il solo spazio di una sessione è troppo poco, forse esporli per l'intera giornata della propria sessione in uno spazio comune potrebbe essere più proficuo.
Tutto ciò, comunque, non toglie nulla all'unicità di questa ottima iniziativa.

Orlotti Donatella, Dottoranda in Scienze Farmacologiche e Fisiopatologia Respiratoria della Seconda Università di Napoli, commenti sull'esperienza al XII seminario dei dottorandi.
Già l'anno scorso ebbi la fortuna di partecipare al seminario dei dottorandi e, anche quest'anno, ho avuto un riscontro positivo, sia per quanto riguarda la possibilità di poter arricchire il nostro bagaglio culturale e scientifico, sia perchè questa iniziativa ci consente di rapportarci con tanti ragazzi e diversi professori delle varie università d'Italia.
Essendo dell'ultimo anno di dottorato, ho dovuto esporre la presentazione orale che mi ha dato molte soddisfazioni anche se, in queste circostanze, l'ansia e la tensione non mancano mai, ma fanno parte di questo cammino e quindi ben vengano!
Siamo ragazzi e per questo possiamo anche sbagliare, ma sicuramente abbiamo tanta voglia di provare, di rischiare, e quindi di metterci in gioco senza sapere come andrà a finire...
L'organizzazione è stata come sempre eccellente e ringrazio tutti per la disponibilità dimostrata nei momenti di difficoltà: anche questo ha reso molto più semplice l'attesa della discussione.
Queste esperienze, a mio parere, servono molto anche a socializzare e quindi lasciano spazio al divertimento che, anche quest'anno, non è mancato.
Posso dire di essere fiera di rientrare tra le "pontignane" e quindi di poter ammirare anche quest'anno le foto che verranno esposte sul sito, che ci faranno ridere e ricordare quell'esperienza, riassaporando tutto il bello che c'è e che ci dà un'iniziativa di questo tipo.
Posso concludere dicendo che mai nessuno potrà dirci cosa ci riserva il futuro, ma di sicuro non bisogna mai rinunciare a ciò che la vita ci propone; bisogna quindi cogliere l'attimo senza aspettare di fare domani quello che si può fare oggi, per questo tutti i giovani dottorandi dovrebbero senza dubbio partecipare a questo seminario perchè non può che essere positivo per la nostra formazione professionale e personale.
Ringrazio tutti per avermene dato l'opportunità!

Alessandro Oteri, Dottorando al II anno in Medicina Sperimentale presso l’Università di Messina.
Anche per me, come per tanti altri colleghi, è stata la “prima volta” a Pontignano e, sebbene all’inizio fossi abbastanza riluttante a parteciparvi, mi sono dovuto ricredere circa l’importanza di confrontarsi con le varie realtà della ricerca italiana. Incontrare tanti giovani ricercatori, carichi di entusiasmo e ricchi di speranze per il futuro, mi ha fatto rendere conto di quanto la ricerca in Italia abbia bisogno di essere motivata e sostenuta da chi, più grande di noi, ha la “forza” di spronare le autorità.
Da un punto di vista scientifico l’esperienza è stata particolarmente pregnante. Ascoltare le relazioni dei mie colleghi, vederne gli sguardi carichi di emozione prima di ogni comunicazione e la gioia al termine della discussione, mi ha fatto comprendere la passione e gli sforzi che ognuno di noi ha messo e mette ogni giorno nel proprio lavoro.
Per quanto mi riguarda, posso certamente affermare che, esporre la mia relazione ed ascoltare i commenti dei colleghi intervenuti, mi ha posto di fronte ai miei limiti e mi ha fatto desiderare di sfidarli ogni giorno con impegno e dedizione.
Non va infine dimenticato l’aspetto ludico del Seminario. I momenti di socializzazione e la festa finale con lo splendido concerto mi hanno dato la certezza che “i buoni ricercatori hanno anche voglia di divertirsi”.
Un ringraziamento particolare va al Prof. Caputi che, con la sua solita veemenza, mi ha spinto a partecipare al Seminario, fermamente convinto dell’importanza che questo potesse avere per la mia crescita umana e scientifica. Ovviamente, il ringraziamento va anche agli organizzatori e a tutti coloro che ne hanno reso possibile la realizzazione.
Una piccola critica riguarda invece i temi affrontati; ritengo che una maggiore attenzione alla ricerca clinica possa fornire una spinta a settori come la farmacovigilanza e la farmacoepidemiologia che purtroppo in Italia sono ancora troppo marginali.

Matteo Pasini
Sono un dottorando del secondo anno in Neurofarmacologia e lavoro presso il Dipartimento di Scienze Farmacologiche dell’Università degli Studi di Milano. Quest’anno è stata la mia prima esperienza alla Certosa di Pontignano, esperienza che ho trovato davvero interessante per numerose ragioni. Innanzitutto per la possibilità di esporre i propri dati attraverso una presentazione orale, esperienza preziosa per un lavoro come il nostro dove è importante essere in grado di presentare in modo professionale i risultati della ricerca da noi condotta. Inoltre, è stata preziosa anche la possibilità di confrontarci con altri dottorandi per arricchire il nostro bagaglio culturale e per accrescere le nostre conoscenze in ambito scientifico. Altro punto secondo me importante è stato il clima informale del congresso, che ci ha permesso di socializzare con ragazzi e ragazze della nostra età e di stringere nuove amicizie. Globalmente mi ritengo soddisfatto di questa esperienza e spero vivamente di poter partecipare anche alle prossime edizioni.

I docenti scrivono: prof. Paola Patrignani, Dipartimento di Medicina e Scienze dell’Invecchiamento, Università “G. d’Annunzio”, e CeSI, Chieti.
Sono una “abitué” di Pontignano. Infatti, da anni accompagno i miei dottorandi a presentare il loro lavoro di ricerca al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze affini. Mi è piaciuta subito l’idea della SIF di puntare i riflettori sui dottorandi e sulla loro formazione. In più, il luogo, con il suo fascino austero ed essenziale, mi ha subito attratta e mi è sembrato ideale per nutrirci di sola scienza per alcuni giorni, lasciando alle spalle le problematiche della vita universitaria. Il distacco già inizia durante il viaggio in treno da Roma. Dopo il primo tratto in eurostar si cambia per prendere il piccolo treno locale, pieno di turisti inglesi e di studenti, che si avventura tra le dolci colline della campagna toscana. Poi si arriva nella piccola stazione di Siena e lì troviamo ad aspettarci la navetta che ci porterà in collina a Pontignano. A me piace stare con le mie dottorande e quindi ci facciamo sempre dare un appartamento. Devo dire che ce ne sono di bellissimi. Lì le ragazze tirano fuori i loro notebook per ripassare le presentazioni e così ho l’opportunità di dare gli ultimi suggerimenti e stimolare le risposte alle possibili critiche, ed è così che facciamo le “ore piccole”. Penso che questo evento sia importante per i dottorandi e che rimarrà dentro di loro a prescindere dalle scelte ed opportunità che la vita gli offrirà.
Ho apprezzato molto quest’anno i 2 incontri serali, in cui sia i dirigenti di diverse industrie che alcuni ricercatori hanno riportato le loro esperienze ed il loro percorso, sia formativo che lavorativo, ed hanno mostrato ai dottorandi le possibili opportunità di lavoro, in Italia ed all’estero. Inoltre, è stato importante assistere alla lettura del Prof. Massimo Di Rosa che in modo ironico ed intelligente ha raccontato la sua storia di scienziato di successo. Credo che queste iniziative siano molto utili per aiutare i dottorandi ad avere una visione completa delle loro possibilità future. Per dare significato all’evento propongo di organizzare nel website della SIF uno sportello lavoro per i dottorandi di Pontignano.
Quello che cercherei di fare per il prossimo anno è di rendere più visibile questo evento. Vorrei che i mass media (in particolare i telegiornali del servizio pubblico, la RAI) riportassero quello che accade a Pontignano, con tutti quei giovani che hanno fatto la scelta coraggiosa di dedicarsi alla ricerca scientifica. Infatti, nella gente comune del nostro paese c’è una scarsa conoscenza del significato della ricerca scientifica (specie quella di base che si svolge nelle Università) e della sua utilità per la crescita dell’Italia. Infine, inviterei esponenti del governo per indurli a spiegare ai giovani dottorandi quali strategie applicherà per implementare la ricerca scientifica in Italia e per utilizzare al meglio la loro preparazione scientifica.
Colgo l’occasione per ringraziare il Prof. Giampietro Sgaragli e la Sig.ra Maria Luisa Valacchi per il lavoro svolto nell’organizzazione di questo “importante” evento".

Paola Pegoraro, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell'Università di Padova
La mia esperienza a Pontignano si è conclusa quest'anno e devo dire che il bilancio è estremamente positivo. Ho vissuto questi tre anni in modo diverso: all'inizio avevo un po' paura di non essere sufficientemente preparata, ma questo è stato un ottimo spunto per studiare ancora di più e approfondire il mio argomento di studio. Inoltre, sono tornata in laboratorio con idee nuove che ho proposto al mio professore. Ho cercato di imparare il più possibile dagli altri, in particolare ho fatto attenzione alle domande che venivano poste durante le sessioni orali e mi sono preparata alla discussione finale. E devo dire che la presentazione è andata bene.
Ma il Seminario Dottorandi non è solo questo. È anche una buona occasione per fare amicizia con studenti di atenei diversi e confrontarsi; inotre, l'ambiente conviviale permette di parlare con i professori in un tono rilassato. Ad esempio cenare a un tavolo con dei professori crea una situazione ideale per chiedere consigli.
Consiglio a tutti i miei colleghi di partecipare numerosi. E colgo l'occasione per ringraziare gli organizzatori.

Diana Pendin, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell’Università di Padova
È stato un vero piacere per me partecipare al XII Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini. Questa è la mia seconda esperienza alla Certosa e, come l’anno scorso, Pontignano non ha deluso! Nonostante il mio progetto di Dottorato sia un po’ lontano rispetto alla farmacologia classica, è stato molto interessante e stimolante poter far conoscere il mio lavoro e conoscere quelli degli altri partecipanti. Inoltre, nel corso dei quattro giorni trascorsi a Pontignano ho avuto la possibilità di conoscere molti altri dottorandi ed interagire con loro, dopo le presentazioni o a cena davanti ad un buon bicchiere di vino. L’ambientazione nella Certosa di Pontignano scelta per il Seminario è molto suggestiva e contribuisce a rendere questo evento, oltre che interessante, davvero piacevole.

Carlo Piccinni, dottorando del II anno (Dipartimento di Farmacologia - Università di Bologna)
Avendo partecipato per due anni consecutivi al Seminario di Pontignano non posso considerarmi del tutto un veterano, ma quasi. Questo appuntamento rappresenta una tappa fondamentale del mio percorso di dottorato. L’appellativo più consono per questo convegno è sicuramente “palestra”. Pontignano, infatti, in molti casi rappresenta la prima esperienza dove i dottorandi hanno, fin dal primo anno, un ruolo da protagonisti all’interno di un convegno dal carattere nazionale.
Per quel che mi riguarda, il Seminario di Pontignano mi ha permesso di espormi completamente: di “difendere” il mio lavoro di ricerca e di lanciarmi in discussioni scientifiche con altri dottorandi e professori accomunati dalla passione per la Farmacologia (e le sue scienze affini).
Le sale, i chiostri e le campagne che circondano la Certosa, contribuiscono poi a creare un ambiente unico, in grado di stimolare incontri e scambi tra tutti i partecipanti.
Non va dimenticata l’utilità di tale convegno nel ribadire l’importanza della ricerca per la società civile e nel rafforzare il riconoscimento sociale dei dottorandi.
Pur sapendo che questa esperienza rimarrà, nei miei ricordi, così positiva proprio per tutte queste sue caratteristiche, sono del parere che può essere modificata in alcune sue parti, ad esempio nel luogo o semplicemente nella programmazione delle giornate e degli eventi.

Emanuel Raschi, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia, Università di Padova
Come dottorando di Farmacologia, Tossicologia e Terapia ho partecipato al XII Seminario presso la Certosa di Pontignano. È stata per me la seconda opportunità di esporre in prima persona i miei studi nel campo della ricerca farmacologia e questo mi ha permesso un confronto con l’anno precedente, rispetto al quale vorrei evidenziare alcuni parallelismi e diversità. Le note comuni sono ovviamente legate all’aspetto “conviviale” che dà la possibilità di conoscere giovani accomunati dalla passione per la ricerca. A mio parere, la suddivisione delle comunicazioni e delle sessioni di poster è stata quest’anno più coerente e razionale. Questo mi ha dato la possibilità di confrontarmi con persone che condividono la mia stessa area di ricerca (farmacoepidemiologia e farmacovigilanza), creando e stimolando nuove prospettive per approfondire e migliorare i miei studi soprattutto nei “punti deboli”. L’esperienza di Pontignano rappresenta, inoltre, una delle poche opportunità per noi giovani di mettersi in gioco e far conoscere ciò di cui ci occupiamo, una vera e propria “palestra” insomma, tramite cui affinare conoscenze e competenze. Spero e credo che l’esperienza della Certosa, luogo incantato e opportunamente scelta come sede del Seminario, possa rappresentare il trampolino di lancio per future esperienze e sia di aiuto per entrare a pieno titolo nel difficile campo della ricerca. Unico neo la ridotta partecipazione, in termini numerici, rispetto allo scorso anno. Va sottolineato tuttavia che, a mio avviso, questa “selezione” ha portato ad un miglioramento della qualità degli studi presentati, contribuendo ad innalzare il livello scientifico del Seminario.

Rodolico Gabriella, XX ciclo, 4° anno Dottorato in Scienze Farmacologiche e Fisiopatologia Respiratoria, Seconda Università degli Studi di Napoli.
Ritengo che l’esperienza vissuta a Siena, Certosa di Pontignano nel periodo tra il 22 ed il 25 settembre 2008, durante il quale si è tenuto il XII SEMINARIO NAZIONALE PER DOTTORANDI IN FARMACOLOGIA E SCIENZE AFFINI, sia stata molto proficua per la conclusione del mio ciclo di dottorato (XX ciclo, 4° anno Dottorato in Scienze Farmacologiche e Fisiopatologia Respiratoria). Ho potuto, infatti, sia presentare i dati ottenuti durante il corso dei 4 anni di dottorato, organizzandoli ed elaborandoli nel modo opportuno per una presentazione ufficiale, sia provare me stessa davanti ad un pubblico di auditori di alta competenza. Non di meno, ho potuto ascoltare una serie di altre presentazioni che mi hanno permesso, da un lato, di prendere contatti con i giovani ricercatori di altri gruppi di ricerca che si occupano della mia stessa linea di ricerca, dall’altro di apprendere la possibilità di utilizzare tecniche, a me non del tutto familiari, per portare avanti i progetti di cui mi sto occupando. Ritengo, in definitiva, che sia un’esperienza da ripetere nel corso del tempo anche per coloro che si stanno adesso avvicinando alla ricerca con la frequenza di un dottorato di ricerca.

La dott.ssa Valentina Ruggieri di Modena ha scritto: "Credo che l'incontro organizzato ogni anno dalla SIF a Pontignano per i dottorandi in Farmacologia e Scienze affini, sia un' esperienza valida, importante per permettere a tutti noi di socializzare sia a livello umano che scientifico".

Valentina Ruggieri, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell’Università di Padova
Mi chiamo Valentina Ruggieri e sono una dottoranda al terzo anno del corso di Dottorato in Farmacologia, Tossicologia e Terapia dell’Università di Padova. Ho avuto la possibilità di vivere l’esperienza “Pontignanina” per tre anni consecutivi e per questo mi ritengo molto fortunata. Anno dopo anno, ho arricchito il mio bagaglio scientifico grazie al continuo scambio di idee con gli altri partecipanti con i quali ci si confronta e si dialoga su diversi temi. Questo seminario, organizzato dalla Società Italiana di Farmacologia in un ambiente tranquillo e tra i magnifici colli senesi, offre l’opportunità di conoscere nuova gente con la quale poter instaurare non solo collaborazioni a livello di ricerca, ma anche ottimi rapporti di amicizia. Spero negli anni futuri di poter partecipare come accompagnatrice di dottorandi del mio gruppo o come uditrice a tale manifestazione, per continuare a vivere questa splendida esperienza. Infine voglio ringraziare quanti ci hanno consentito di partecipare a questo momento e specialmente l’Università di Padova che ritiene questo seminario indispensabile alla nostra crescita, alla preparazione e alla conclusione del nostro Dottorato.

La dott.ssa Alessandra Russo (Università di Messina), ci scrive: “Sono una dottore di ricerca in “Medicina Sperimentale” (XVII ciclo, conseguito presso il Dipartimento Clinico e Sperimentale di Medicina e Farmacologia dell'Università di Messina).
La mia esperienza al Seminario Nazionale dei Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini, svoltosi presso la Certosa di Pontignano, risale al settembre 2003 e al settembre 2005. Purtroppo per motivi personali non mi è stato possibile partecipare al Seminario tutti e 4 gli anni del mio corso di dottorato.
Di queste due esperienze ho un ricordo bellissimo. Entrambe, per motivi diversi, hanno avuto un ruolo molto importante per la mia crescita personale e professionale.
Infatti nel 2003 ho avuto modo di affrontare la mia prima esperienza diretta e non soltanto da partecipante… Inoltre era la prima volta che partecipavo ad un Congresso, tutto dedicato, organizzato e rivolto ai giovani.
Nell’ambito del Seminario, ogni dottorando aveva la possibilità di esporre il proprio Poster. Inizialmente pensai che si svolgesse diversamente. Infatti credevo di presenziare davanti al mio Poster, per rispondere alle domande degli eventuali interessati. Poi mi resi conto che si trattava invece di una vera e propria presentazione orale.
Ricordo ancora il silenzio della stanza. Tutti attenti a quello che stavo descrivendo... Che emozione.... e perchè non essere sinceri? Era forte anche il timore di non essere all’altezza, soprattutto perchè si trattava della mia prima presentazione di un poster. Nonostante i miei timori e l’emozione, andò bene, infatti esposi l’argomento del mio lavoro con molta serenità.
Ricordo ancora la Prof.ssa Autore (Università di Salerno) che mi fece alcune domande inerenti la mia esposizione. E ciò mi fece molto piacere perchè significava che la tematica, oggetto del mio poster, aveva attirato la sua attenzione.
Nel 2005, invece, trovandomi all’ultimo anno di dottorato, l’esperienza fu ancora più forte... Infatti in questo caso si trattava di un’esposizione orale con supporto diapositive davanti ad una platea.
E’ vero, rispetto a due anni prima mi sentivo più sicura di me e forte delle luci soffuse nell’aula mi feci coraggio e parlai esponendo il lavoro svolto nei 4 anni di dottorato. Non mi resi conto (per fortuna!) che mentre parlavo l’aula si era riempita. Quando le luci si sono accese..... Che emozione! Anche in questo caso le domande attinenti l’argomento furono diverse e ciò mi fece piacere.
Vorrei anche aggiungere che, oltre ai momenti di confronto scientifico, era bello riunirsi al momento del pranzo e della cena con altri colleghi di tutte le Università d’Italia. Inoltre la sera, dopo cena, era piacevole stare insieme ad ascoltare un pò di musica.
Oggi lavoro presso il Centro per la segnalazione spontanea delle sospette reazioni avverse da farmaci della Regione Sicilia.
Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli organizzatori del Seminario, ma in particolare la dott.ssa Valacchi che è stata sempre presente in ogni circostanza ed esigenza. Già, ancora prima di conoscerci di persona, al telefono ha sempre fornito tutte le informazioni con la massima precisione e disponibilità. Grazie infine alla SIF per questa opportunità di crescita e di confronto e colgo l’occasione anche per affermare che sono entusiasta della iniziativa di costituire il Club “I Pontignani e le Pontignani”.

Dott.ssa Stefania Schiavone, Dip.to di Fisiologia Umana e Farmacologia "Vittorio Erspamer", Università La Sapienza di Roma.
“Scrivo questa e-mail dopo aver partecipato al XII Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini. È stata la mia prima esperienza alla Certosa di Pontignano. Negli anni precedenti avevo vissuto indirettamente questo momento attraverso i racconti e i commenti entusiasti delle colleghe che avevano preso parte al seminario. Poi, finalmente anche per me, è arrivato il momento di parteciparvi. È stata davvero un’esperienza meravigliosa, da più punti di vista. Prima di tutto, scientificamente e professionalmente, in quanto mi è stata offerta la possibilità di far conoscere il mio lavoro e di ricevere numerosi feed-back che mi hanno fatto riflettere su come poter continuare e su come poter migliorare. Non meno importante, l’aspetto "umano" del seminario. Infatti, nei quattro giorni trascorsi alla Certosa, ho conosciuto molti altri dottorandi con i quali ho potuto scambiare riflessioni ed opinioni, rendendomi conto di quanti altri giovani vivano quotidianamente le "gioie ed i dolori" legati al fare ricerca. Alla luce di tutto ciò, vorrei ringraziare tutti gli organizzatori del seminario, per aver reso così intensi e piacevoli questi quattro giorni e per aver realizzato, anche quest´anno, un evento tanto importante per noi dottorandi. Infine, vorrei aggiungere di essere particolarmente onorata di aver ricevuto il riconoscimento per il poster che ho presentato e per questo ringrazio tutte le persone che quotidianamente mi stanno guidando per la realizzazione del mio progetto di ricerca.

Il dott. Dario Siniscalco (Napoli) ha scritto: "Sono stato a Pontignano negli anni 2002 (VI, poster), 2003 (VII, poster), 2004 (VIII, comunicazione orale), come dottorando in Scienze Farmacologiche (ciclo XVI) della Seconda Università di Napoli.
L'esperienza di questi tre seminari è stata eccezionalmente proficua. Ho avuto la possibilità di interagire con altri dottorandi delle stessa disciplina, quindi scambio di informazioni, idee, opinioni, novità utili per il proseguimento delle mie ricerche. L'ultimo anno è stato poi importantissimo per la comunicazione orale. Comunicazione che avveniva tre mesi prima della discussione orale della mia tesi di Dottorato. Quale migliore banco di prova? Inoltre, come non essere conquistati dalla bellissima campagna toscana o dalla meravigliosa Siena? Ricordo che al mio primo anno di partecipazione, 2002, alcuni di noi furono alloggiati presso la struttura di S. Patrizia dell'Università di Siena. Struttura incredibilmente organizzata per accogliere ricercatori "fuori sede" già laureati. Pontignano rappresenta un'importante opportunità per i giovani dottorandi. Un evento eccezionalmente positivo nella carriera scientifica di un giovane ricercatore".

Silvia Soffia, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell'Università di Padova
Il Seminario è stato un'esperienza molto positiva e stimolante, come del resto quello dell'anno scorso; l'idea del poster, oltre alla presentazione orale, per i dottorandi del I e II anno mi sembra ottima, dato che spesso alcune comunicazioni si sovrappongono e non è possibile parteciparvi. Inoltre, l'eterogeneità degli argomenti trattati offre molti spunti di ricerca e le serate “a tema” sono state molto interessanti.
Il trattamento presso la certosa è stato ottimo, sia come pernottamento che dal punto di vista culinario; inoltre, credo che la permanenza a Pontignano sia un'utilissima occasione per imparare a relazionarsi e confrontarsi in ambito lavorativo e non.

Sorato Elisa, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell’Università di Padova
Essendo al primo anno di dottorato, questa è stata la mia prima partecipazione al XII Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini. Non posso fare un confronto con gli anni precedenti, ma il giudizio che ne ho tratto è sommariamente positivo. Le esposizioni delle presentazioni e dei poster che ho ascoltato sono state interessanti e stimolanti, soprattutto quelle che si avvicinavano di più al mio campo di ricerca. Ovviamente, non tutto quello che ho ascoltato ho potuto capirlo, dal momento che gli argomenti trattati erano molto specifici. La location del seminario è senza dubbio ottima, così come l’organizzazione. Da aggiustare, a mio parere, un particolare puramente tecnico: le sedie nelle aule delle esposizioni dei poster erano troppo poche e costringevano così le persone a stare in piedi o a sedersi per terra. Un’altra cosa che forse va considerata è che l’affissione dei poster solo durante la propria sessione di esposizioni è un po’ troppo limitativa. Molto utile invece ho trovato la redazione di tutti gli abstract in un unico fascicolo.

Paola Spagnuolo, Dipartimento Farmacobiologico, Università della Calabria
Sono al mio ultimo anno di dottorato e non avevo mai partecipato al seminario di Pontignano. Ne ho sempre sentito parlare, come una splendida esperienza, dalla ricercatrice che mi ha seguito durante la mia tesi di laurea e dal mio attuale tutor di dottorato, che a loro volta hanno partecipato all’evento. Devo dire che avevano ragione: partecipare al seminario di Pontignano è stato per me un importante e piacevolissimo momento di formazione professionale. Ho avuto modo, infatti, di conoscere e di confrontarmi con ragazzi che vivono la mia stessa passione per la farmacologia e docenti disponibili a discutere con noi giovani sulle tematiche scientifiche proposte. Ho trovato molto stimolante poter presentare il mio lavoro e, soprattutto, ascoltare e conoscere il lavoro degli altri, in quanto il meeting di Pontignano rappresenta per noi dottorandi un momento di condivisione di idee, tecniche ed esperienze maturate all’interno delle diverse realtà universitarie. Inoltre, ho particolarmente apprezzato la tavola rotonda “I Dottorandi e le prospettive di Ricerca nel mondo extra-universitario” e quindi, il tentativo di coinvolgere le aziende in questi eventi di formazione. Ritengo che sia opportuno, per lo sviluppo della farmacologia, stabilire una sempre maggiore convergenza tra Università ed azienda, in modo che si possano instaurare sinergie tra le linee di ricerca pubblica e privata.

Jessica Tosetto, Università di Padova
Quest'anno, al Seminario di Pontignano, ho fatto da moderatrice ad una sessione di poster. L'esperienza è stata utile per una duplice motivazione. Da una parte, ho assistito a presentazioni su argomenti a cui non avrei partecipato, se non "costretta" dal ruolo che ricoprivo, in quanto molto distanti dalla mia area di ricerca. Ho riscoperto come lo scambio di idee e di informazioni su argomenti, che a prima vista appaiono molto distanti dai propri interessi, porti ad un arricchimento di conoscenze e capacità.
D'altra parte, quest'esperienza mi ha fatto riflettere sul valore di un lavoro scientifico. Alla fine della sessione siamo infatti stati chiamati a scegliere la migliore tra le esposizioni. È stato un momento di confronto che ha messo in luce la difficoltà di giudicare un lavoro: unpiccolo, ma importante passo verso l'acquisizione di una capacità critica costruttiva e competente.

Dott.ssa Elisa Tramentozzi, Dipartimento di Farmacologia ad Anestesiologia dell'Università di Padova
Questo secondo Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini a Pontignano è stato, come il precedente, una buona occasione di formazione, non solo dal punto di vista scientifico, ma anche umano. Le relazioni intercorse tra gli studenti di Dottorato di varie Università mi hanno permesso di confrontare attivamente la mia esperienza con quelle più varie di altri studenti ed hanno favorito un proficuo scambio di conoscenze. Oltre a ciò è stata un’occasione per aprire la mente verso aree di ricerca più varie ed approfondire diverse tematiche, anche non attinenti al mio più specifico campo di interesse. Altro punto positivo è rappresentato dall’impegno applicato per presentare i risultati del mio lavoro: è stata questa, infatti, una buona occasione per “vincere il timore” della presentazione dei risultati ed apprendere il giusto atteggiamento da tenere in analoghe occasioni. Per quanto riguarda i punti che potrebbero essere migliorati, ritengo che i due formati di presentazione del proprio lavoro (cartaceo come poster ed elettronico come presentazione PowerPoint) potrebbero essere ridotti ad uno (ad es.: solo la presentazione in formato elettronico).
Per quanto riguarda altri aspetti, sia l’organizzazione che la sede, nonchè il periodo di svolgimento del seminario hanno dato un ulteriore contributo positivo all’esperienza.

Gianluca Trifirò, dottorando in Medicina Sperimentale presso l’Università di Messina. Io non ho purtroppo mai partecipato al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e scienze Affini, e di questo sono decisamente pentito. Infatti, l'entusiasmo che traspare dai commenti e dai racconti dei colleghi di tutta Italia e' assolutamente contagioso. Non mancherò sicuramente all'appuntamento del prossimo anno. Una proposta, forse fuori luogo: si potrebbe invitare anche qualche giovane collega farmacologo straniero al prossimo seminario? Il confronto con altre realtà é sempre stimolante".

Eleonora Turrini - Università di Bologna
Questo è stato per me il primo anno di partecipazione a tale Seminario. Sono rimasta piacevolmente colpita dal luogo nel quale il seminario si svolge, Certosa e dintorni. L’esperienza mi è stata utile a livello formativo, perché mi ha dato la possibilità di esporre il mio lavoro con una breve presentazione, e a livello conoscitivo, per prendere coscienza della direzione nella quale si sta evolvendo la ricerca nelle materie di interesse. Mi è stato utile, inoltre, prendere qualche spunto dalle presentazioni di alcuni colleghi e dagli interventi fatti da altri docenti a seguito della mia presentazione. Da non trascurare la possibilità di confrontarsi ed incontrare altri dottorandi e docenti che condividono gli stessi interessi e la stessa passione per la ricerca. Degna di nota l’organizzazione e la puntualità di tutti i relatori; ciò ha permesso a tutti di avere il dovuto spazio e la relativa attenzione. Un ringraziamento va a coloro che si sono adoperati al fine della buona riuscita dell’evento.

Cristina Valensisi (Università di Modena e Reggio Emilia)
Sono una dottoranda della Scuola di Dottorato in Scienze e Tecnologie dei Prodotti per la Salute e sto svolgendo il mio dottorato di ricerca a Modena nel Dipartimento di Scienze Biomediche. Questa è stata la mia prima partecipazione al congresso dei dottorandi della SIF. L’esperienza di Pontignano mi ha lasciato, insieme ad un piacevolissimo ricordo per l’atmosfera di amicizia e condivisione che vi ho trovato, tanti stimoli per il mio lavoro di ricerca. Ritengo che l’organizzazione di questo congresso sia stata particolarmente eccellente nel riuscire a creare proficue occasioni di confronto tra giovani che condividono non solo la passione per il proprio lavoro, ma anche le medesime problematiche e talvolta frustrazioni. Per me è stato veramente utile confrontarmi sul mio lavoro con altri dottorandi e dottorande che stanno facendo un cammino di crescita simile al mio; e sono rimasta molto colpita dell’ottimo livello dei lavori che sono stati presentanti. Ma la cosa che forse più delle altre ho apprezzato è che Pontignano ha rappresentato per me l’occasione di condividere anche i problemi e le incertezze che accompagnano il mio lavoro. E quando dalla condivisione e dal confronto sugli aspetti negativi nascono entusiasmo e voglia di proseguire penso che si possa dire che questa esperienza alla certosa di Pontignano abbia veramente realizzato lo scopo per la quale è nata. Certamente mi auguro di parteciparvi il prossimo anno.

Pamela Valnegri (Milano)
La partecipazione al seminario è stata un’esperienza molto positiva soprattutto dal punto di vista didattico (è la prima volta che partecipo). È stata un’ottima occasione per conoscere ragazzi di altri laboratori e questo mi ha permesso di ampliare le mie conoscenze soprattutto in campo farmacologico (dato che mi occupo più di neuroscienze che farmacologia): l’ambiente non eccessivamente formale mi ha infatti permesso di confrontarmi con gli altri partecipanti e di discutere liberamente delle mie opinioni riguardo i lavori presentati.
Come iscritta al secondo anno ho avuto la possibilità di esporre il mio lavoro ed in questo modo siete riusciti a farmi sentire partecipe del seminario in prima persona e non solo come spettatrice. Trovo che questa idea dell’esposizione orale estesa a tutti i partecipanti, oltre ai dottorandi dell’ultimo anno, sia ottima. Ho trovato la Certosa di Pontignano un’ottima location, perchè poco dispersiva. L’unica nota negativa riguarda l’alloggio al vicino agriturismo non sempre facilmente raggiungibile, dato il servizio navetta non propriamente efficiente.

Anna Elisa Valsecchi, Dottorato in Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Mediche (secondo anno), Dipartimento di Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Medica dell'Università degli Studi di Milano
È il secondo anno che partecipo al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini alla Certosa di Pontignano e, quest'anno, come l'anno passato, è stata un'esperienza molto piacevole, non solo dal punto di vista didattico, poichè ho avuto la possibilità di ascoltare, imparare, scambiare idee in campo scientico, ma anche dal punto di vista umano. La possibilità di interagire con altri dottorandi come me, ma anche con i docenti, è stato sicuramente stimolante e gradevole. Stupenda è la sede del congresso, ottima la ristorazione, impeccabile il servizio e l'ospitalità. Vorrei ringraziare tutte le persone che in questi anni si sono impegnate con passione, interesse e dedizione nell'organizzare questo seminario, la SIF per averci rimborsato in parte le spese di partecipazione al seminario ed infine tutte le persone che con me hanno codiviso questi momenti che ricoderò con molto piacere.

La Dott. ssa Valentina Vasina (Università di Bologna) ha scritto: "La mia esperienza come Pontignana è iniziata nel settembre 2003, quando mi sono avventurata come Dottoranda al primo anno in quel di Pontignano, “sconosciuta località” delle colline senesi. Anche io, come racconta la Dott.ssa Vitalone, ero stata “messa in guardia” da miei colleghi sulla preparazione ed esigenza dei Professori e colleghi presenti a Pontignano e mi apprestavo a presentare per la prima volta un poster sul mio lavoro, con non poca preoccupazione. Non appena arrivata a Pontignano, tuttavia, ho trovato ad accogliermi, con molta cordialità, organizzatori (come dimenticare la gentilezza di Maria Luisa Valacchi e la disponibilità dei ragazzi e dei docenti di Siena) e altri dottorandi come me e si respirava un clima familiare e molto positivo. Non dimenticherò mai lo splendido paesaggio che mi si è parato davanti quando, aprendo la finestra della mia stanza, mi sono ritrovata di fronte ad una vista mozzafiato sulle colline senesi e sui giardini e i vitigni che circondano la Certosa. Come sempre le occasioni conviviali rappresentano momenti di incontro e conoscenza, ed al primo coffee-break, superata la timidezza, ho conosciuto ragazze e ragazzi che come me lavoravano nelle diverse Università di Italia, e con cui è stato possibile scambiare idee, opinioni e condividere, perché no, anche la preoccupazione della presentazione del poster! Il giorno della mia presentazione, finito il mio quarto d’ora di gloria (o terrore!) ho tirato un sospiro di sollievo....le domande erano state molto pertinenti, avevo ricevuto più che altro consigli molto utili e suggerimenti che mi avevano fatto riflettere su aspetti che non avevo considerato e che mi avrebbero consentito di proseguire il mio lavoro in tale modo da renderlo migliore...voto 10 e lode, ma non a me, al Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini e a Pontignano! Quando nel 2005, come dottoranda al terzo anno, sono tornata a Pontignano per esporre la mia presentazione orale, mi sono sentita come a casa ed ho ritrovato con piacere colleghi e docenti che avevo conosciuto il primo anno, che hanno reso piacevole l’esperienza della discussione orale, seppur accompagnata da quella sottile tensione tipica delle grandi occasioni. Credo che il Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini rappresenti un’ottima occasione di confronto tra giovani dottorandi e che sia una tappa fondamentale nella crescita di ciascun ricercatore; per molti di noi è stata la prima volta, il primo confronto con altri ricercatori e docenti, la prima volta in cui ci si è trovati ad esporre in pubblico e devo dire che ho trovato un pubblico preparato, curioso e attento, pronto alla discussione ed al confronto. É stata una splendida esperienza anche dal punto di vista umano, mi ha permesso di conoscere colleghi di tutta Italia, stringere amicizie ed iniziare collaborazioni scientifiche che durano tutt’oggi".

Enrico Velardi, M.Sc (Biol), Ph.D. Student, Dept. Clinical & Experimental Medicine, Section of Pharmacology, Perugia University Medical School.
La mia esperienza al “Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini”, svoltosi alla Certosa di Pontignano dal 22 al 25 settembre, è stata sicuramente positiva. Come tutti i commenti di feedback presenta, comunque, dei lati positivi e alcuni importanti aspetti negativi.
Positivo: é stata la mia prima esperienza a Pontignano e, frequentando l’ultimo anno di dottorato, ho avuto la possibilità, per la prima volta in un congresso, di presentare oralmente i miei dati. La possibilità di esporre il proprio lavoro ad un pubblico competente per noi giovani è sicuramente un aspetto molto importante per la crescita professionale. In questo il Seminario di Pontignano ha il suo punto di forza: attività simili dovrebbero essere sempre incentivate. Le presentazioni dei poster, ma soprattutto le presentazioni orali dei dottorandi dell’ultimo anno, sono state esposte in modo molto professionale. Questa mia impressione è stata confermata dal colloquio con alcuni docenti e professori presenti al convegno, che mi hanno raccontato di come il livello delle esposizioni sia cresciuto nel corso degli anni. Inoltre, ho potuto confrontarmi con altri dottorandi sia in ambito prettamente sperimentale, sia in quello personale, discutendo delle nostre diverse esperienza lavorative.
Negativo: come principale aspetto negativo ritengo che il prezzo del congresso sia sicuramente eccessivo, non giustificato dall’alloggio (“spartano ma funzionale”, rigorosamente senza riscaldamento), dal menù dei pranzi e delle cene e dalle aule adibite alle presentazioni. La certosa di Pontignano è sicuramente un luogo bellissimo, ma secondo me non è funzionale. Dimezzare il prezzo del congresso inviterebbe probabilmente più del doppio dei dottorandi che vi hanno partecipato.

Dott.ssa Annabella Vitalone, Ricercatore Universitario non confermato (“Sapienza” Università di Roma)
La mia esperienza quale Pontignana risale al V Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini e precisamente a quando il 27 settembre 2001, durante il mio secondo anno di Dottorato in Farmacologia, Farmacognosia e Tossicologia, attaccai il mio poster nella “Sala Veranda” della Certosa di Pontignano! …non posso credere che siano già passati quasi sette anni! Confesso che la paura era tanta…paura delle domande a cui eventualmente non sapevo rispondere… Tutte le persone che prima di me erano state al Seminario Nazionale mi dicevano “A Pontignano sono molto esigenti, ti faranno tantissime domande…soprattutto sulla statistica!” Sebbene io abbia imparato a non prendere sempre per “oro colato” ciò che la gente dice, questo non faceva che aumentare il mio stress! Ho scoperto invece che il Seminario non solo non è stato stressante, non solo non mi hanno fatto domande prettamente “statistiche”, ma mi è stato utilissimo. Mi è servito a capire come procedere in una ricerca, mi è servito a imparare come strutturare un lavoro, mi ha aiutato a confrontarmi con gli altri dottorandi (che altrimenti non avrei neanche probabilmente conosciuto). In tutto ciò mi sono anche divertita; la sera a cena si dialoga e dopo cena chi vuole balla… occasione in cui le persone che ancora devono presentare il loro lavoro si riconoscono dal fatto che generalmente hanno sempre un quaderno in mano.., anche nelle occasioni conviviali.
L’anno successivo, tra il 24 ed il 27 Settembre 2002, partecipai al VI Seminario Nazionale per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini. Ormai dottoranda all’ultimo anno, era quasi inevitabile presentarmi al Seminario con una Comunicazione orale e non con un Poster. La mia Comunicazione fu, ovviamente in Sala Bracci, martedì 24 settembre nella tarda mattinata. Tutti i dottorandi avevano a disposizione 20 minuti per presentare il proprio lavoro e 5 di discussione, in risposta ad “eventuali” (sempre certe, poiché se non te le faceva nessuno te le faceva il moderatore) domande.
Le regole che mi ero imposta, anche per l’esperienza maturata nell’anno prima erano: 1) rispettare i tempi che ti concedono (mi sono cronometrata diverse volte!)… anche il potere di sintesi è importante; 2) se ti fanno domande su cose a cui non sai rispondere … dentro di te vergognati, perché vuol dire che non hai studiato a sufficienza, ma non ti abbattere e riprometterti di approfondire quanto ti è stato chiesto e rispondi qualcosa del tipo: “..La ringrazio per la domanda, che mi consente ottimi spunti di riflessione per futuri studi” (un po’ come il “Further studies should elucidate…” con cui finiscono molti lavori!); 3) nella presentazione non scendere nei dettagli di tutto, ottimizza i tempi per esporre i risultati ottenuti, se vorranno i dettagli te li chiederanno in seguito.
Ciò detto, intimidita ma carica e concentrata, salgo sulla pedana presente in Sala Bracci. E’ una stanza che mi ricordo molto grande e che sarei curiosa di rivedere; le persone presenti non mi sembrarono moltissime. Raggiungo il computer, si accende il videoproiettore e si spengono le luci…comincio ad esporre i miei dati, termino di parlare esattamente al suono del timer ed ottengono l’applauso “di rito”, che però mi sembrò più fragoroso di quanto ero abituata a sentire... Si riaccendono le luci e, prima dell’inizio delle domande di discussione, alzai gli occhi e capii…Non ero probabilmente stata più brava di altri, poiché l’applauso “fragoroso” non era scaturito da un maggiore entusiasmo, ma era dovuto alla presenza di non so quante persone, in un aula che si era nel frattempo riempita…c’era addirittura gente in piedi! La mia tesi di Dottorato riguardava essenzialmente le eventuali potenzialità applicative di estratti di piante nel trattamento dell’ipertrofia prostatica benigna e mi stupii di vedere quanta gente era presente nella sala, in quanto interessata all’argomento. Solo pochi minuti più tardi capii…poco dopo di me ci fu una lettura magistrale del Prof. Daniele Piomelli (nome che non ha bisogno di presentazioni) su “La logica molecolare dei messaggeri lipidici” e le persone erano entrate in anticipo per prendere posto…
Ho voluto raccontare la mia esperienza, più personale che scientifica, perché credo che i Seminari Nazionali per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini ti preparano e ti aiutano in una formazione scientifica, ma ti formano, ti restano e non si dimenticano neanche nella vita personale.

Dott.ssa Erica Zanarella, Department of Pharmacology, University of Padova
La partecipazione al Seminario per i dottorandi di Farmacologia è stata una esperienza potiviva e molto costruttiva, in quanto ho avuto la possibilità di conoscere nuove persone con le quali scambiare esperienze e conoscenze lavorative.
La struttura in cui si è svolto il Seminario, la Certosa di Pontignano, si è rivelata accogliente oltre che molto bella. Inoltre, il Seminario è stato organizzato in modo accurato, con precisione e attenzione nel soddisfare le esigenze di ognuno.

Alessia Diletta Zani, XXI ciclo, Università degli Studi di Milano
Sono una dottoranda in Farmacologia, Chemioterapia e Tossicologia Mediche dell’ultimo anno e come prima cosa vorrei ringraziare la Società Italiana di Farmacologia per la splendida opportunità che ogni anno offre a noi dottorandi: grazie alla SIF possiamo confrontarci con persone che condividono gli stessi interessi e lo stesso amore per la ricerca scientifica e avere la possibilità di presentare il nostro lavoro, rendendo partecipi tutti dei nostri risultati. Questa esperienza mi ha fatto crescere professionalmente e acquisire più fiducia in me stessa, mi ha aiutato a vincere la paura di parlare davanti ad un pubblico, in quanto offre la possibilità di confrontarci alla pari ed in un ambiente famigliare e non competitivo.
A rendere poi questa esperienza ancora più bella, è stato il soggiorno alla Certosa di Pontignano e la magnifica atmosfera che la circonda.

Chiara Zoppellaro, Dipartimento di Farmacologia ed Anestesiologia dell’Università di Padova
Come dottoranda in Scienze Farmacologiche dell’Università degli Studi di Padova, quest’anno ho partecipato per la seconda volta al Seminario per Dottorandi in Farmacologia e Scienze Affini, organizzato dalla Società Italiana di Farmacologia presso la Certosa di Pontignano. Quest’esperienza si è riconfermata un’occasione unica per conoscere e confrontarmi con dottorandi provenienti da tutta Italia che non solo condividono l’interesse per la ricerca, ma anche le stesse insicurezze e preoccupazioni. Durante i quattro giorni di Seminario ho avuto la possibilità di vivere a contatto con i colleghi del mio dipartimento, stringendo con loro un rapporto personale spesso trascurato per gli impegni di ricerca quotidiani. Le sessioni di poster e comunicazioni orali mi hanno permesso non solo di apprezzare il lavoro degli altri dottorandi, ma anche di avere spunto per nuove idee, imparare ad essere critica sui miei risultati e conoscere nuove tecniche e metodiche. Inoltre illustrare il mio lavoro davanti ad un pubblico attento e competente è stato certamente un ulteriore stimolo per mettermi alla prova e dare sempre il meglio. La splendida Certosa, il paesaggio delle colline senesi e la perfetta organizzazione hanno reso piacevolissimo il mio soggiorno.

La dott.ssa Margherita Zotti (dottoranda del XXII ciclo presso l'Università di Foggia) ha scritto: "per me è stata la prima volta (2008) alla Certosa. Credo che l’esperienza vissuta sia stata preziosa per tanti motivi, primo tra tutti la possibilità di incontrare docenti e dottorandi provenienti da tutta Italia che condividono gli stessi interessi e lo stesso amore per la ricerca. L’ordinata scansione degli eventi e l’attenzione ad ogni particolare da parte degli organizzatori ha favorito senz’altro momenti di scambio di idee, conoscenze e passioni. I temi affrontati erano di attuale rilevanza e i risultati degli studi presentati hanno mostrato quanto sia vivo l’impegno di tanti ricercatori nel raggiungere traguardi sempre più ambiziosi e nell’aprire nuovi orizzonti in campo farmacologico. In particolare, per quanto mi riguarda come esperienza in prima persona, la presentazione del mio poster mi ha dato l’occasione di far conoscere i miei studi e di ottenere utili consigli relativi al loro proseguimento. Ringrazio quanti mi hanno permesso di sperimentare tutto questo.


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