Welcome to the Italian Society of Pharmacology

SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
FARMACOLOGIA GENDER - ORIENTED


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Farmacologia orientata su genere


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NOVITA' - ULTIMI AGGIORNAMENTI

Ottobre
2012
"A misura di uomini e donne. La ricerca di genere per i farmaci del futuro" - Cerimonia di consegna dei premi di ricerca SIF in Farmacologia di Genere - Roma, 15 Novembre 2012
Giugno
2012
Premio di ricerca SIF in Farmacologia di Genere
Scadenza domande: 31 Luglio 2012
Marzo
2012
Manifesto di Sex-Gender Medicine



 

Coordinatore
Prof.ssa Luigi Trabace
(Università di Foggia)

Presidente Onorario del Gruppo
Prof. Flavia Franconi
(Università di Sassari)

Segretario
Ilaria Campesi
(Università di Sassari)

 


Quaderni della SIF n°13 - Marzo 2008
Numero dedicato alla Salute di genere


  

Presentazione: la Farmacologia "gender-oriented"

Perché siamo nati ?

Flavia Franconi, Giovanni Biggio, Vincenzo Cuomo

Le differenze di genere sono state riconosciute, ufficialmente, negli anni 90 del secolo appena passato; infatti l'Organizzazione Mondiale della Sanità ne ha preso atto nel 1998 con il 21° Century Program che include un capitolo sull'Health Equity. In realtà, per quanto riguarda la farmacologia, la prima segnalazione sulle differenze di genere risale al 1932, quando Nicholas e Barrow (citati in Skett 1988) evidenziarono che la dose di barbiturici ipno-inducente nelle femmine di ratto era del 50% inferiore rispetto a quella dei ratti maschi. Questa osservazione pionieristica, purtroppo, non ha avuto molto seguito tanto che Kato nel 1974 poteva sostenere che non esistevano differenze importanti nel metabolismo dei farmaci legate al sesso; altri autori (Giudicelli e Tillment 1977) poi suggerivano che, sebbene alcune delle differenze alla risposta ai farmaci fossero sesso-dipendenti, esse erano tali da non richiedere un aggiustamento terapeutico. Queste conclusioni erano basate sulla non conoscenza perché, fino ai primi anni 90, erano pochi, per non dire rari, gli studi clinici che includevano le donne, e pertanto la loro esclusione riduceva la nostra possibilità di evidenziare le differenze di genere sia per quanto riguarda la farmacocinetica, la farmacodinamica, l'efficacia e la sicurezza. Nonostante che, almeno, negli Stati Uniti molto sia stato fatto nell'ultima decade del secolo scorso, molto rimane molto da fare per capire il comportamento dei farmaci nel genere femminile, infatti in questo campo sono necessari:

a) Studi preclinici su animali di entrambi i sessi per valutare l'efficacia e la tossicità sesso-dipendente anche se le differenze di genere possono essere specie-specifiche.

b) Studi clinici contenenti informazioni farmacodinamiche e farmacocinetiche nel sesso femminile e negli studi clinici dovrebbero essere incluse donne di tutte l'età . c) Studi che individuano il ruolo dei vari polimorfismi genetici nella differenze di genere (vedi glucosio 6 fosfato deidrogenasi carenza).

Infine, ricordiamo che sarebbe assolutamente riduttivo considerare la farmacologia di genere solo quella parte della farmacologia che evidenzia le differenti risposte fra maschi e femmine, perché la farmacologia di genere deve considerare le variazioni fisiologiche della donna che avvengono in funzione della ciclicità della vita riproduttiva. Dobbiamo, inoltre, ricordare che molte donne in età fertile (circa un terzo della popolazione italiana) usano anticoncezionali a base di estro-progestinici e l'uso prolungato di contraccettivi orali può portare ad esempio alla riduzione di efficacia di alcuni farmaci quali la carbazepina, la fenitoina, la rifampicina (Graves et al 1999) ed ad un'alterata risposta del sistema GABAergico (Olsen e Delorey, 1998; Berg, 2001). Quindi, quando andiamo a considerare le differenze di genere dobbiamo considerare sia le donne trattante con estro-progestinici che le donne non trattate. Inoltre, appare opportuno considerare che le differenze di genere non interessano solo la donna adulta ma comprendono anche le bambine e come ha rilevato un editoriale su Nature le differenze di genere iniziano in utero. Infine, per una corretta individuazione delle differenze di genere è, pure, necessario affrontare le interazioni farmaco-farmaco e farmaco-nutriente, farmaco-rimedio botanico. La problematica è alquanto significativa anche perché le donne sono le più grandi consumatrici di farmaci etici e non (Mann, 1995; Center for Disease Control and Prevention, 2000) e che il sesso femminile è, anche, il più soggetto agli effetti avversi da farmaci (Fattinger et al, 2000; Szarfman A, 2000). Tutte queste problematiche hanno pesanti ripercussioni a livello scientifico, medico, sociale, sanitario che non potevano lasciare indifferente la Società Italiana di Farmacologia che ha istituito a tale proposito un gruppo di lavoro.

Skett P. Pharmacol Ther 38, 269, 1988.

Giudicelli JF e Tillment JP. Clin Pharmacokinet 2, 157, 1977.

Graves NM et al in Pharmacotherapy; a pathophysiological approach eds Dipiro TJ, Talbert RL, Yee GC, Matzke GR, Wells BC, Posey LM pag, 952, 1999.

Olsen RW e Delorey TR. In Basic Neurochemistry: molecular cellular and medical aspects eds Siegel GJ, Agranof BW, Albers RW, Fisher SK, Uher MB eds Lippimcott -Raven Philadelphia, pag 335, 1998.

Berg MJ in Principles of clinical pharmacology eds Atkinson AJ, Daniels CE,Dedrick Grudzinskas RL, CV, Markey SP. Academic Press NY, pag 265, 2001.

Mann C, Science, 269, 766, 1995.

Center for Disease Control and Prevention and National Center for Prevention Health Statistic websites, Fastats A to Z: Women's health, updated December 2000.

Fattinger K et al. Br J Clin Pharmacol 49, 158-167, 2000

Szarfman A, 2000 FDA Science forum

Kato R. Drug Metab Rew 3, 1, 1974.


Saluto del Presidente della SIF

Carissimi Soci,
I numerosi impegni mi impediscono di partecipare alla prima riunione del gruppo di lavoro della SIF sulle differenze di genere, tuttavia con questa mia breve lettera desidero ringraziare tutti i soci che hanno aderito a questa interessante iniziativa. L'alto valore dei colleghi coinvolti mi rende certo che il primo gruppo di lavoro istituito dalla SIF su un argomento di così grande interesse scientifico, sociale ed etico, saprà affrontare l'argomento nella sua interezza e complessità. Certamente come studioso di alcolismo, considerando le differenze di genere già emerse, ad es., nel metabolismo dell'etanolo e non solo (Devaud et al., Crit Rev Neurobiol, 2003, 15: 41-59), non mi meraviglio della complessità della tematica, anzi, mi sto chiedendo se non sia arrivato il momento di studiare anche "The Sardinian alcohol preferring female rat" perchè sono fermamente convinto di quanto scrisse Kelly su Trends in Neuroscience del 1986: "There are two major classes of living organisms -male and female. In many cases, they are so different in form, habit that one might well excuse the thought that males and females are different species" . Come neurofarmacologo mi fa piacere ricordare che si deve proprio a farmaci attivi sul sistema nervoso centrale la prima evidenza che il genere influenza la risposta farmacologica. Nel lontano 1932 Nicholas e Barrow dimostrarono, infatti, che la dose ipno-inducente dei barbiturici nelle femmine di ratto era del 50% inferiore rispetto a quella dei ratti maschi. Nonostante tale pionieristica osservazione, le differenze di genere nelle risposte farmacologiche sono state sottovalutate dalla medicina ufficiale e le donne sono state escluse o quasi dalla sperimentazione clinica fino al 1993. La loro quasi totale esclusione ha ridotto la possibilità di evidenziare le differenze di genere per quanto riguarda la farmacocinetica, la farmacodinamica, l'efficacia e la tossicità. Questo è grave sia perchè siamo nell' epoca della medicine-based evidence sia perchè le donne sono le più grandi utilizzatrici di farmaci e di medicine complementari ed alternative (fonte: Center for Disease Control and Prevention/ National Center for Health Statistic website 2000, Harris and Douglas, 2000) e, ultimo ma non meno importante, perchè sembrano essere il sesso più esposto alle reazioni avverse da farmaci (Hurwitz, 1969; Botinger, 1973; Domecq et al, 1980; Simpson et al, 1987; Lazarou et al, 1998; Martin et al, 1998; Makkar et al, 1993; Szarfman, 2000) incluso quelli gravi come il torsades de pointes (Makkar et al, 1993; Woosley, 2000).

Nell'assicurarVi l'appoggio della Società mi auguro di poter partecipare ai vostri lavori in un prossimo futuro.

Buon Lavoro

Il Presidente
Gian Luigi Gessa


Finalità del gruppo

"There are two major classes of living organisms -male and female. In many cases, they are so different in form, habit that one might well excused the thought that males and females are different species" (Kelly, Trends in Neuroscience, 1986).

  • Incentivare la ricerca farmacologica sulle differenze di genere
  • Informare gli operatori sanitari della problematica
  • Divulgare della problematica
  • Stimolare la formazione di esperti nel settore
  • Sensibilizzare le autorità sanitarie.

Attività svolta

Primo incontro di lavoro - 2 gennaio 2004, Istituto Superiore di Sanità

Moderatori: Prof. Flavia Franconi, Prof. Giovanni Biggio, Paola Del Basso

Saluto del Prof. Stefano Vella (Direttore del dipartimento del Farmaco ISS)

Prof. Alberto Loizzo (ISS) "Famarmacologia di genere e ripercussione sulla salute pubblica" Prof. Vincenzo Cuomo (Università La Sapienza, Roma) "Trattamenti farmacologici in gravidanza"

Prof. Giovanni Biggio (Università di Cagliari) " Neurosteroidi ed Emozioni "

Prof. Adriana Maggi (Università di Milano) "Estrogeni in menopausa "

Prof. Flavia Franconi (Università di Sassari)

Le tematiche dibattute hanno avuto risonanza sulla stampa nazionale, come riportato dal seguente comunicato Ansa salute:

FARMACI: PROGETTATI PER UOMINI, MA DONNE NE PRENDONO DI PIU' ITALIA LAVORA A PRIME LINEE GUIDA SPERIMENTAZIONE SU DONNE (ANSA) - ROMA, 22 GENNAIO

Le donne sono le più grandi consumatrici di farmaci (ne prendono fra il 20% e il 30% in più rispetto agli uomini), eppure gli effetti dei farmaci sono studiati prevalentemente sugli uomini e le dosi medie sono calibrate su un uomo dal peso di 70 chilogrammi.

''Farmaci su misura per le donne'' è l'appello lanciato oggi a Roma dalla Società Italiana di Farmacologia, nella prima riunione del suo Gruppo di lavoro sulla Farmacologia orientata su genere, organizzato dall'Istituto Superiore di Sanità.

Esce così allo scoperto ''un problema finora sottovalutato, perfino dalla farmacovigilanza'', ha detto ancora Flavia Franconi. Qualcosa però comincia a cambiare. In risposta all'appello recente dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che incoraggia la sperimentazione clinica sulle donne, l'Agenzia dei Servizi Sanitari Regionali sta lavorando alle prime linee guida italiane sulla sperimentazione nelle donne. Il documento potrebbe essere pronto fra sette-otto mesi, ha detto la farmacologa, e quindi trasmesso al ministero della Salute. L'appello del Gruppo della Società Italiana di Farmacologia vale anche per integratori alimentari e prodotti di erboristeria, consumati dalle donne almeno il 40% in più rispetto agli uomini. E un'attenzione molto particolare va riservata alla gravidanza, ha detto la coordinatrice del Gruppo, la farmacologa Flavia Franconi, dell'università di Sassari.

Per la prima volta oggi, quindi, in Italia si comincia a rilevare che le donne sono ancora le grandi escluse della ricerca sui farmaci. ''La maggior parte della ricerca pre-clinica viene fatta su animali maschi e fino al 1993 le donne non erano ammesse agli studi clinici'', ha rilevato la farmacologa. A determinare l'esclusione delle donne dalla sperimentazione dei farmaci sono state da un lato le alterazioni fisiologiche dovute al ciclo mestruale e dall'altro le preoccupazioni etiche del rischio di somministrare sostanze a donne in gravidanza. ''Una preoccupazione giusta - ha osservato - ma va considerato che le donne in gravidanza usano in media almeno tre farmaci e vengono trattate con le stesse dosi delle altre donne. Queste a loro volta assumono la dose media, calibrata su un uomo di circa 70 chilogrammi''.

In attesa di farmaci su misura per le donne, il Gruppo sulla Farmacologia di genere sta progettando corsi di formazione per i medici e un sito web dedicato alle donne. Nel frattempo ecco che cosa gli esperti consigliano alle donne che devono prendere farmaci o integratori:

  • ogni volta che le viene prescritto un farmaco, la donna deve chiedere al medico di calibrare le dosi sul suo peso;
  • le donne che prendono la pillola contraccettiva devono prendere altri farmaci con cautela;
  • attenzione ai rimedi erboristici, soprattutto quando si è in gravidanza e in allattamento (ad esempio, l'apparentemente innocua valeriana può essere tossica per il feto).(ANSA).

Organizzazione del convegno "La salute della donna: differenze, specificità e opportunità" - 8 Marzo 2004, Ministero della Salute, Roma

NON SOLO MIMOSE

Il giorno della Festa della Donna (8 Marzo 2004) presso l'auditorium del Ministero della Salute si è svolto un convegno dal titolo "La salute della donna: differenze, specificità opportunità". Tale convegno è stato organizzato dal Ministero della Salute in collaborazione con la Società Italiana di Farmacologia, e questa è una delle prime volte, se non la prima volta, che la nostra società organizza un seminario insieme col Ministero della Salute. Tale occasione è stata catalizzata dal gruppo di lavoro "farmacologia gender-oriented " da poco istituito dalla nostra società con lo scopo di promuovere la ricerca, di informare e divulgare la problematica e sensibilizzare le autorità sanitarie su tale argomento.

Durante tale giornata sono stati affrontati, fra l'altro, argomenti concernenti la farmacologia di genere; infatti, la prof. Flavia Franconi ha tenuto una relazione sulla "Variabilità Gender Related della Risposta ai Farmaci" e la prof Adriana Ceci ha chiarito, con una dettagliata ed interessante relazione, "Il Pregiudizio di Genere nell'Approccio alla Sperimentazione". La dottoressa Laura Pellegrini, direttore dell'Agenzia Servizi Sanitari Regionali, ha ampiamente illustrato in maniera egregia l'attività della Commissione dell'Agenzia deputata a stilare le linee guide per la sperimentazione clinica nel genere femminile; della commissione fra l'altro fanno parte tre nostri soci: la prof. Adriana Ceci, il prof. Vincenzo Cuomo e la prof. Flavia Franconi.

La prof. Franconi, nel suo intervento, ha evidenziato come le donne siano le più grandi consumatrici di farmaci, rimedi botanici, supplementi ecc (Mann C, Science, 269, 766, 1995; Center for Desease Control and Prevention and National Center for Prevention Health Statistic websites, Fastats A to Z: Women's health, updated December 2000) e le più soggette agli effetti avversi da farmaci (Fattinger K et al Br J Clin Pharmacol 49, 158-167, 2000; Szarfman A, 2000 FDA Science forum) nonostante esse siano state, storicamente, trascurate sia nella ricerca preclinica che clinica. In quest'intervento è stata rilevata, anche, la complessità della problematica perché essa include la farmacocinetica, la farmacodinamica, la farmacogenetica e la cronofarmacologia com'è facilmente evidenziabile dallo schema sottostante. 

Inoltre, è stato evidenziato che la farmacologia di genere non deve solo essere limitata all'individuazione delle differenze fra i generi, ma deve considerare la peculiarità della vita riproduttiva femminile con i suoi cicli, con i suoi periodici critici come la gestazione e l'allattamento. Infine, essa deve, anche, considerare che una grande percentuale (valutabile intorno al 30%) di donne in età fertile assume, per periodi più o meno lunghi, anticoncezionali orali a base di estro-progestinici; e che la loro assunzione può modificare il metabolismo di molti farmaci. Quindi, il trattamento con gli anticoncezionali orali può indurre variazioni della risposta farmacologica essendo, anche, provato che l'assunzione contemporanea di altri farmaci etici e non può modificare il metabolismo degli anticoncezionali con tutte le conseguenze del caso.

La prof. Adriana Ceci, nella sua relazione, ha evidenziato che, negli USA, negli ultimi anni grazie, anche, alle nuove normative del FDA si osserva che le donne sono sufficientemente reclutate in studi di fase 3; essendo consistentemente reclutate, solo, negli studi clinici inerenti a trattamenti farmacologici che interessano in maniera specifica le malattie delle donne. Invece, quando si escludono le ricerche cliniche che hanno uno specifico interesse per il sesso femminile, l'inclusione delle donne raggiunge solo il 38%. La situazione è, ancora, più grave quando si considerano le ricerche in fase I e II dove l'inclusione delle donne non supera il 22%. Infine, la prof. Ceci sottolinea il fatto che, anche, quando il reclutamento delle donne è significativo o addirittura prevalente, i dati degli studi non vengono, purtroppo, esaminati separatamente per maschi e femmine, nonostante che ciò sia previsto da apposita norma del FDA. La prof. Ceci rileva, inoltre, come in Italia ed in Europa siamo in assenza di una normativa specifica e che questo vuoto deve essere rapidamente colmato.

Particolarmente sensibile e disponibile alle tematiche della problematica della farmacologia di genere si è mostrato il sottosegretario del Ministero della Salute On. Prof. Antonio Guidi che nei suoi puntuali e precisi interventi ha dichiarato tutta la sua disponibilità di intraprendere azioni concrete affinché la salute di genere e la farmacologia di genere in particolare trovino un adeguato riscontro a livello normativo. L'Onorevole ha testualmente affermato: "E' giusto e obbligatorio riconoscere queste differenze ed e' un errore tecnico e scientifico dare un farmaco senza fare distinzioni fra uomini e donne, bambini o bambine. Recepiremo certamente questa richiesta e penso sia giusto anche proporre alla CUF di non validare i farmaci che non sono stati sottoposti ad un serio trial clinico differenziato per sesso''.

Se le iniziative proposte dal sottosegretario alla Salute e quelle proposte dalla dr Pellegrini avranno un seguito, come è prevedibile, potremo dire che uno degli scopi del gruppo di lavoro del SIF è stato raggiunto.

"Le Donne ed i farmaci" - I Seminario di approfondimento"
Società Italiana di Farmacologia  - Farmindustria
Sassari, 7-8 Ottobre 2004

"Secondo Seminario Nazionale su Farmaci e Donne"
"Secondo Seminario Nazionale su Farmaci e Donne: il Cervello"
Società Italiana di Farmacologia  - Farmindustria
Roma, 13-14 Ottobre 2006 (ECM)

III Seminario Nazionale sulla Salute della Donna
Società Italiana di Farmacologia - Istituto Superiore di Sanità
Comunicato stampa - Progetto Strategico (files PDF)
Roma, ISS, 9-10 Dicembre 2008

Salute e Medicina in una prospettiva di Genere
IV Seminario Nazionale Farmaci e Donne
ECM SIF - Roma, ISS, 20 Gennaio 2011
Relazione dell'evento
 



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