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SOCIETA' ITALIANA DI FARMACOLOGIA
Position Paper

Farmaci generici: Intervista al Presidente della SIF e lettera di precisazioni inviate al Presidente di Assogenerici dal Prof. Achille P. Caputi (Presidente SIF)



Dott. Giorgio Foresti
Presidente Assogenerici
Sede

Milano, 15 Aprile 2009

Egregio dott. Foresti,

Le scrivo, anche a nome del Prof. Francesco Scaglione, Presidente della Società Italiana di Chemioterapia (SIC), che ha letto i commenti sulla nostra iniziativa a proposito dei farmaci equivalenti o comunemente definiti “generici“.

A seguito della pubblicazione di una intervista rilasciata telefonicamente ad un giornalista inglese, sulla stampa internazionale si sono scatenate polemiche ed interpretazioni le più variegate. L’EGA (European Generic Association) è addirittura intervenuta sull’EMEA.

La nostra perplessità aumenta soprattutto alla luce del fatto che avevamo chiarito senza dubbio (almeno così ci sembrava!) che i farmaci generici rappresentano una grande opportunità perché consentono cure efficaci a basso costo (ma questo pare che non sia stato riportato da alcuno) e che la nostra iniziativa era rivolta a difendere i farmaci generici.

Nessuno di noi ha affermato che i prodotti generici sono di qualità inferiore ai prodotti “Branded”.

Siccome uno è responsabile di quello che dice o scrive e NON di quello che viene riportato, ribadiamo nuovamente quando segue:
1. I farmaci generici SONO un’opportunità non solo perché consentono cure efficaci a basso costo, ma hanno determinato in Italia la riduzione dei costi anche dei farmaci “Branded” (questo non è stato riportato!!)
2. Il processo di approvazione da parte degli uffici regolatori è ATTENTO E SCRUPOLOSO nel garantire la qualità (N. B: Durante la riunione SIF-SIC-SIFO è stato mostrato il processo di approvazione – ma nessuno ne ha parlato!!!)

Accanto a questo esistono, tuttavia, delle preoccupazioni da parte dei medici generalisti ed ospedalieri che vengono espresse sia ai farmacologi della SIF e della SIC che ai farmacisti della SIFO quando affrontano il problema dei farmaci generici in incontri e dibattiti.

Il punto cruciale consiste nel fatto che tali preoccupazioni vengono avanzate dai prescrittori, cioè da coloro che materialmente devono effettuare una scelta terapeutica, a cui però spesso non si risponde in maniera univoca, permettendo (o favorendo) la libera interpretazione di ampie zone grigie. La conseguenza è che non sempre si riesce a convincere i prescrittori che il generico ha una qualità sovrapponibile a quella del griffato (termine abusato e quanto mai fuorviante!!) e che la scelta non è solo questione di prezzo!!!

L’intervista rilasciata telefonicamente oltre ad affermare quanto riportato sopra (punti 1 e 2) espressamente faceva riferimento ai “concerns” degli operatori sanitari cui sarebbe necessario dare risposta.

Il giornalista ha preso le domande come affermazioni mie, stravolgendo il senso del mio discorso.

Ed andiamo alle domande che i medici pongono ai colleghi della SIF, della SIC e della SIFO ed alle possibili proposte per risolvere il problema:

a) Farmaco di riferimento per la bioequivalenza:
La direttiva EMEA recita: “The reference medicinal product is a medicinal product, which has been granted a marketing authorisation by a Member State or by the Commission on the basis of a complete dossier, i.e. with the submission of quality, pre-clinical and clinical data in accordance with Articles 8(3), 10a, 10b or 10c of Directive 2001/83/EC and to which the application for marketing authorisation for a generic/hybrid medicinal product refers, by demonstration of bioequivalence, usually through the submission of the appropriate bioavailability studies”.

Questo vuol dire che l’azienda che propone un generico può scegliere, legittimamente, come “reference medicinal product” qualsiasi prodotto in commercio approvato con un “full dossier”?

E se ciò avviene, possono generarsi fenomeni di “bio-creep” tra generici che hanno determinato bioequivalenze verso prodotti approvati, ma di produzione differente?

Per meglio comprendere il senso di quanto sopra cosa si risponde a chi ci chiede qual è il “medical reference product” del generico nimesulide o del generico paracetamolo, o ecc? Dove possono trovare questa informazione?

PROPOSTA: dovrebbe essere definito un prodotto “Branded” che fa da “reference medicinal product” per tutti gli equivalenti di quel prodotto. Potrebbe l’AIFA fornire ai prescrittori tale informazione?

b) Solubilità e compatibilità dei generici iniettabili
Ripetute volte è stato espresso dai prescrittori il fatto che alcuni generici non si dissolvono come i branded. Questa affermazione ha recentemente trovato credito nel caso piperacillina/tazobactam, prodotto iniettabile (vedi quanto riportato dalla agenzia inglese dei farmaci MHRA) ed ancora, sebbene pretestuosamente, in quanto riportato il 14 aprile scorso relativamente al ceftriaxone dalla FDA.
Questo può generare confusioni nell’uso del farmaco che si possono tradurre in problemi di salute per il paziente.

PROPOSTA: Oltre a riportare qual è il “branded” di riferimento, i farmaci generici iniettabili devo avere la stessa formulazione dei “branded”, o nel caso esistano farmaci generici iniettabili con diversa formulazione, ogni sforzo deve essere fatto da parte di chiunque per fornire una informazione adeguata agli operatori sanitari, come fatto in altri Paesi.

c) T-max
La bioequivalenza scaturisce da un confronto fra due parametri: AUC e Cmax. Ma per alcuni farmaci che sono usati come antianginosi la bioequivalenza potrebbe non bastare, essendo importante per questi farmaci sapere se esistono differenze significative nel Tmax fra generico e branded di riferimento. Questa domanda viene ripetutamente posta.

PROPOSTA: Oltre a riportare qual è il branded di riferimento, per farmaci in cui potrebbe essere importante il Tmax sarebbe opportuno che fosse disponibile per il prescrittore una fonte di informazione che riporti se esistono o meno differenze.

d) Sostituibilità
Esistono una serie di farmaci (es. antiepilettici, immunosoppressori, ecc.) per cui la sostituibilità fra branded e generico e viceversa può dare problemi di efficacia e sicurezza. Ad esempio vedasi quanto riportato da Lancet Neurology (2007; 6: 465-8) e quanto riportato dall’Agenzia francese AFSSAP nel comunicato dell'11 marzo 2008 sotto il titolo “substitution des médicaments antiéepileptiques”.

PROPOSTA: Creare un elenco di questi farmaci. Come affermato anche da un recente articolo apparso sul Giornale della SIMG, a opera di Giustini et al. “pubblicare liste di sostituibilità risolverebbe non pochi problemi di diffidenza verso questi prodotti”.

e) Provenienza delle materie prime
A fronte della domanda se le materie prime dei farmaci generici, dato il basso costo, possano tutte o quasi provenire da paesi in via di sviluppo, cosa si risponde? Si può rispondere che da paesi in via di sviluppo possono venire anche farmaci “griffati”, ma è difficile essere credibili nel caso dei generici.

PROPOSTA: Sarebbe opportuno che si potesse evincere dalla confezione l’origine della materia prima.

In conclusione

• la SIF e la SIC sono Società scientifiche che si pongono delle problematiche scientifiche, cercando di affrontare i problemi che si vengono a creare e dibattere in una maniera aperta, senza preconcetti, con altre società scientifiche ed anche con le autorità regolatorie. Tutto ciò a garanzia della scientificità, ma soprattutto della qualità e della sicurezza dei cittadini.
• tutte le domande illustravano la necessità di creare, come anche chiesto dai medici di medicina generale, una “lista di trasparenza dei generici”, argomento di cui più volte abbiamo discusso, una specie di “orange book italiano” . Ciò anche alla luce del fatto che se qualcuno riesce a dimostrare che in Italia esiste un solo generico scadente salteranno in Italia tutti i generici. E la cosa non è difficile dato che il differenziale di prezzo fra branded e generico nel nostro Paese è molto ridotto. Questo era e resta l’obiettivo delle tre Società Scientifiche SIC, SIFO e SIF.

Infine, egregio dott. Foresti, dopo esserci spesi per anni per spostare la prescrizione sui generici, è realmente sorprendente apprendere che siamo proprio Scaglione ed io “i nemici dei generici”, solo perché un giornalista ha fatto uno scoop!!

Con cordiali saluti.

Achille P. Caputi
Presidente Società Italiana di Farmacologia